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Intervista a HELEN LEE
, Autrice del libro e del film "Le premier rasta" sulla storia di Leonard Percival Howell
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ras green
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6/5/2011, 15:59
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LE PREMIER RASTA, IN MEMORY OF LEONARD PERCIVAL HOWELL
Dodici anni dopo averlo scritto, la giornalista e scrittrice Helen Lee assiste all’adattamento cinematografico di “Le Premier Rasta”, che è uscito nelle sale francesi il 27 aprile. Un modo prezioso per conoscere più da vicino una figura come quella di Leonard Percival Howell, conosciuto anche con il nome di Gong e fondatore del movimento Rasta. “Le Premier Rasta” racconta l’eccezionale vita di colui che ha dato origine alla comunità di Pinnacle. Il suo messaggio sociale, identitario e rivoluzionario ha fatto paura alle autorità. Infatti gli inglesi, che al momento dominavano ancorala Jamaica, lo hanno arrestato, detenuto e imprigionato, fino a farlo passare per un pericoloso pazzo visionario. Dopo la distruzione di Pinnacle nel 1958, Leonard si nasconde e vive come un recluso fino alla sua morte, che arriva nel 1981. Nel frattempo la storia ha provato a cancellare il suo nome, che grazie prima al libro ed ora alla pellicola torna come è giusto che sia al centro della scena. Di seguito ecco un’intervista a Helen Lee, raccolta da Sebastien Jobart e pubblicata sul sito di Reggaefrance.com.
- “Le Premier Rasta” è la riabilitazione della memoria di Leonard Howell?
Assolutamente. Durante la sua vita è stato arrestato, mandato in un ospedale psichiatrico, la sua terra è stata bruciata….hanno sistematicamente distrutto tutto quello che faceva, in modo tale che i Rasta stessi lo hanno dimenticato. Quando sono andata a Pinnacle la prima volta, ho dovuto pagare qualcuno che con il machete ha creato un sentiero affinchè potessi arrivare in vetta. Sono passati quasi 20 anni da quell’esperienza. Nel frattempo, le cose sono cambiate. Soprattutto dopo la pubblicazione del libro. Anche in Jamaica non si sono fatti suggestionare dal fatto che questa storia venisse raccontata da una piccola donna bianca. Alla fine è stato importante che si parlasse di questa figura centrale nella nascita del movimento Rasta.
- Come hai trovato i fondi per fare tutte le ricerche necessarie?
Un punto centrale è trovare la diffusione di quello che stai facendo. Quindi è fondamentale che un canale televisivo sia interessato. Si tratta di un argomento che non interessa a nessuno nella comunità scientifica, molto di nicchia. Quello che mi premeva era dimostrare alle persone che pensano di sapere tutto sul mondo Rasta, che in realtà non sanno niente. Oggi ci sono anche le prerogative affinchè un personaggio come Leonard Howell possa finalmente emergere senza fare più paura a nessuno. E poi è importante dire che lui ai milioni di Rasta che sono in tutto il mondo, che inizialmente il contenuto delle sue rivendicazioni sono state dapprima di natura sociale, ribelle e rivoluzionaria e che il fondatore del loro movimento è stato in contatto anche con un organo come il Komintern (termine con il quale si indicala TerzaInternazionalecomunista, nata nel 1919,ndr).
- Quanto è stato difficile raccogliere le testimonianze di chi a quell’epoca viveva a Pinnacle?
Sono 20 anni che sto dietro a questo aspetto. Alcuni di loro li conosco sin dagli anni ’80. Sono stati molto orgogliosi di raccontare la vera storia di Pinnacle, felici di poter raccontare per la prima volta fatti e accadimenti che hanno vissuto in prima persona. Così da smentire anche chi ha voluto scrivere storie senza essere documentato.
- Howell ha tratto il suo messaggio un po’ da tutto, dalla Bibbia, da Marx, dagli indiani e dal movimento nero nato negli Stati Uniti. In realtà Howell ha sostenuto prima di tutto l’autonomia del suo popolo?
Ne sono convinta. Lui non difendeva una religione, questo è certo. Per lui conseguire l’autonomia era qualcosa di vitale, anche se questa andava acquistata. Ha passato tangenti, ha utilizzato le sue doti interpersonali, ha fatto intervenire le donne….alla fine ha corrotto la polizia affinchè lasciasse in pace la sua gente. Ha cercato di dare loro un piccolo Stato nello Stato, dove poter essere finalmente liberi. Mi rammarico di non aver potuto mettere nel film una frase del figlio di Leonard Howell nella quale dice “L’importanza di una esperienza come quella di Pinnacle, è la dimostrazione che quando si lascia la gente in pace, senza interferenze esterne, essa si sa governare e vivere in pace”. Non potevamo mettere tutto nel film, ma più volte la gente ci ha raccontato come a Pinnacle non ci fossero rapine, omicidi e risse. Se nasceva qualche problema, era sempre Howell a risolverlo nel migliore dei modi.
- Si racconta anche che si rendeva invisibile alla polizia….da dove viene questo manto di misticismo?
Anche i suoi figli mi hanno detto che era un personaggio incredibile e che tutti avevano paura di lui. C’era anche chi sveniva quando Howell camminava minaccioso verso di lui. Catturava gli altri con le sue parole e poi quando la gente lo ha visto prendersi una terra e renderla una comunità, lo ha amato e apprezzato sempre di più. Era un baluardo per la sua gente e alcuni episodi lo hanno reso un mito. Ad esempio si racconta che alla vigilia del grande raid del 1954 (uno dei tanti interventi della polizia a Pinnacle,ndr), ha raccolto la sua gente e ha parlato con loro tutta la notte. Li convinse a non opporre resistenza, mentre lui lasciava la comunità. Poche ore dopo 200 poliziotti hanno invaso Pinnacle e lui era in mezzo a loro travestito da donna e su un asino. Così la polizia non è riuscito a trovarlo, nonostante lui stesso partecipasse alla ricerca con quei nuovi panni.
- Hai parlato dei rapporti di Howell con il Komintern. C’era intenzione di portare il marxismo in Jamaica?
Nel1941, inun’intervista rilasciata al Gleaner, Howell ha detto che Pinnacle era una manifestazione pratica del socialismo. E quando il giornalista gli ha chiesto di come praticassero la loro religione, lui si è messo a ridere dicendo che ognuno faceva quello che voleva.
- In effetti Howell non impone nessun dogma, a differenza di altri emersi dopo di lui.
Per cominciare il movimento non aveva natura religiosa. Colin Grant, che ha scritto un libro su Marcus Garvey, ha sempre detto che il “garveinismo” è sempre stato un movimento laico guidato da un’ondata religiosa. Lo stesso vale per Howell, anche se poi l’aspetto religioso ha trionfato visto che molta della sua gente era analfabeta e il loro unico punto di riferimento erala Bibbia.Ecosì questo prezioso libro è diventato un grande strumento di riflessione, in esso hanno trovato molte risposte alle loro domande. In più i primi abitanti di Pinnacle sono state delle donne con bambini, che non sapevano dove andare. Tutte loro gli sono state devote, quasi che volessero riempire quel vuoto lasciato dall’abbandono di Cristo.
- Bob Marley ha mai incontrato Howell?
Non è certo, ma non impossibile. Può darsi che lo abbia conosciuto dopo il suo arrivo a Kingston, quando dopo la distruzione di Pinnacle, Howell rimase ancora qualche tempo in quella città. Quello che è certo è che Marley ha comunque conosciuto la sua figura, ascoltando alcuni Rasta che dopo l’esperienza di Pinnacle si rifugiarono a Trenchtown.
- Howell non c’è quando l’Imperatore Haile Selassie ha visitatola Jamaicanel 1966?
A partire dal 1959, Howell si era quasi del tutto ritirato in solitudine. Mortimer Planno prese il sopravvento e sempre lui sospettava che Howell avesse delle simpatie per il JLP (Jamaican Labour Party,ndr). Cosa del tutto falsa. Mortimer Planno è un ragazzo divertente e dalla incredibile intelligenza, tanto da rendere difficile capire fino in fondo il suo pensiero. Quando lo ho incontrato e gli ho chiesto se conosceva Howell, mi ha detto di no. E’ stato uno dei primi a volere che la memoria di Howell andasse perduta.
- E ha funzionato, visto che in Jamaica nessuno lo conosce.
Dopo aver demonizzato la sua figura tutti si sono dimenticati di lui, tanto che nello studio della University Of West Indies del 1961 sul movimento Rasta (ispirato dallo stesso Mortimer Planno,ndr), il suo nome non compariva.
- Dopo il libro e ora dopo il film è cambiato qualcosa?
Oggi sembra che tutti vogliano parlare di Howell. Il governo jamaicano vuole essere coinvolto in questa operazione di memoria. Il ministro della cultura Olivia “Babsy” Grange, ci ha messo a disposizione gli archivi. Sono spuntati tanti personaggi e molti Rasta e ognuno sembra che voglia un pezzo di torta di un patrimonio storico e culturale come quello di Pinnacle.
- Sono anni che questa terra viene venduta agli investitori privati.
Pinnacle è di proprietà di una donna che gestisce la licenza di Burger King in Jamaica. Lei ha diviso la terra in lotti e diverse ville sono sorte. E ancora oggi vende porzioni di terreno. Inoltre hanno cambiato il nome e la gente che vive lì non sa che un tempo quel posto si chiamava Pinnacle. Ho cercato di andare a fondo nella storia della proprietà di Pinnacle e ho scoperto che era un certo Albert Chang proprietario della terra e colui che la mise a disposizione di Howell. Poi dopo la sua morte nel 1946, nel testamento esprimeva la volontà di dare quella terra ai boyscout jamaicani, fondati da lui stesso. Però nessuno voleva mandare i bambini in un luogo in cui c’erano tante piantagioni di ganja. Così Pinnacle è passata a un uomo di origini libanesi, che ha permesso comunque ad Howell di restare sul quel terreno, in cambio di abbondanti approvvigionamenti di ganja.
L'articolo è stato preso da questo blog
http://misterbigga.wordpress.com/2011/04/3...ercival-howell/
Mi auguro che questo film possa uscire anche in Italia.
"Il risultato può essere casuale, la prestazione no".
http://myspace.com/rootsimpulselineup
http://myspace.com/rootsaddictionsound
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7/5/2011, 10:08
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thanx green, ottimo contributo!
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ras green
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7/5/2011, 13:13
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grazie bredda, forse visti i contenuti questo post stava bene anche in una sezione adesso chiusa, magari tante posizioni all'epoca distanti si sabbero potute riavvicinare con più semplicità.
speriamo che a piccoli passi si cominci anche a parlare di riapertura.
"Il risultato può essere casuale, la prestazione no".
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